Il gioco di Maurizio Cattelan con un pecorino irriverente


Foto: Ansa.it

Maurizio Cattelan quando fu invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia, invece di esporre la sua opera, affittò lo spazio ad una azienda di profumi. Ai suoi esordi nel 1992 realizzò l’opera invisibile, riuscendo ad esporla. E quando gli hanno conferito la laurea honoris causa in Sociologia ha ringraziato portando un asino imbalsamato nell’atrio dell’università titolandolo “un asino tra i dottori”.

Ecco se pensiamo a queste e altre opere (la banana appesa, il water d’oro, Hitler che prega, il Papa abbattuto da una meteora…) forse Maurizio ci appare un giocatore più che un artista.

E di conseguenza qualcuno può concludere che l’Arte è diventata un gioco, a volte serio.

L.O.V.E. (Libero o Vittime Erudite)*

Il monumento in Piazza Affari a Milano L.O.V.E. di Maurizio si può leggere come l’opera frutto di un “gioco storico”

Scolpito da artisti/artigiani dello Studio d’Arte Michelangelo con dimensioni “imperiali”(11 m. totali, di cui 6,4 m. di piedistallo, forse per dissuadere i vandali) e materiali nobili quali marmo di carrara (la scultura) e travertino romano (il piedistallo) in stile classico romano o nostalgico fascista. 

Ma possiamo anche leggerlo come un gioco irriverente di un scultura concepita per protestare contro il mondo intero con un messaggio chiaro quanto puerile: un dito medio alto quasi due metri.

Illustrazione: Andy Pen

Ma allora perché Maurizio ha scelto di tagliare le 4 dita in modo così netto da non lasciare indizi?

Erano dritte come il dito medio in segno di saluto?
O piegate come un pugno in segno di disprezzo?

E ancora potevano incrociarsi come gesto di speranza.

Perché nel 2010, due anni dopo la crisi finanziaria dei Subprime e la conseguente crisi del debito sovrano, l’artista ha scelto Piazza Affari come luogo per la sua opera?

La sua risposta è stata:

“l’opera è dedicata all’immaginazione.
All’immaginazione di tutti quanti…”

Sono queste le opere che mi piacciono di più: una componente di mistero che lascia spazio all’immaginazione.  
Se avete visitato la mostra di Maurizio Breath Ghosts Blind al Pirelli Hangar Bicocca (fino al 20 febbraio) troverete l’Artista meno spiritoso – forse a causa del periodo pandemico – a dimostrazione che il suo gioco è sempre stato serio.

Infine, per ritravare il suo humor vi suggerisco di visitare il suo sitoweb – potete anche acquistare una sua opera per meno di 100€ – madeincattelan.com

Il titolo L.O.V.E. nella versione più diffusa significa: Libertà, Odio, Vendetta, Eternità oltre che Amore. Tuttavia il critico d’arte e amico di Cattelan Francesco Bonami lo traduce in: Leoni, Oche, Vipere, Elefanti cioè lo zoo degli esseri umani.


Appecora di Marina Paliusci e Tenuta l’Armonia

Nei colli Vicentini c’è una azienda vinicola che accoglie i suoi ospiti non con il convenzionale ristorante o enoteca, ma con una pizzeria, nei modi “Pop” che piacciono a Maurizio Cattelan.

Il progetto LAB di Tenuta L’Armonia vede nello scambio di idee il suo obiettivo più grande, attraverso la creazione di etichette in collaborazione con altre realtà vitivinicole.

Come quella di Massimiliano d’Addario dell’azienda Marina Palusci, da cui nasce un’etichetta che porta il nome di Appecora un manifesto della non-omologazione.

Un vino bianco, senza solfiti aggiunti, composto da uve pecorino e cabernet franc, che si colora tra il bianco e il rosato caratterizzato da note sapide e agrumate. Un vino coraggioso, come si definisce in etichetta, che esce dal gregge per non passare inosservato, come d’altronde un dito medio di 11 metri in centro a Milano.

>>> Tenuta l’Armonia