L’ottimismo di Michelangelo abbinato a un Brunello di Montalcino


Oggi ho sentito un tizio dire: “che anno difficile!”
E una tizia replicare: “ma siamo solo alla prima settimana.”

Comunque anche se la vita non è mai come la immaginiamo (ricordava Guy de Maupassant) molto dipende dal nostro “percepito” e l’artista di oggi credo sia uno dei migliori esempi di ottimismo realistico: proprio nel gennaio del 1504 lo dimostrò concludendo l’opera “impossibile”.

Lui è Michelangelo Buonarroti e all’età di 26 anni la repubblica di Firenze gli chiese di fare ciò che altri artisti più esperti e famosi di lui (tra questi Leonardo da Vinci) avevano rifiutato.

Scolpire un monolite di marmo di carrara alto più di 5 metri, rovinato dal maldestro intervento di altri scultori – in poche parole un marmo usato e difettoso – per realizzare il simbolo di rinascita e forza di Firenze: il David.

Nelle Accademie di Belle Arti i corsi di scultura sono i meno frequentati.

Perché?

La prima volta che entrai in un’aula di scultura lo capii immediatamente: gli studenti si confondevano tra le statue di pietra. Ricoperti di polvere bianca come l’aria, indossavano (già) le mascherine (molto più ermetiche delle FFP2) e con martelli, trapani e smerigliatrici in mano parevano minatori. In tutte le altre aule dell’Accademia l’atmosfera era molto più rilassante e limpida.

La scultura tra le Belle Arti è la più faticosa, fisica, sporca.

Scolpire il marmo è tra i vari tipi di scultura la più difficile: se sbagli e togli troppo, non c’è rimedio.

Michelangelo sapeva bene che per affrontare quel gigante di marmo ci voleva soprattutto coraggio:

il blocco di marmo era Golia
e Michelangelo era David.

E forse è proprio questa la metafora nella quale Michelangelo nutriva la speranza di poter riuscire dove altri si erano arresi.

Studiò il blocco di granito per trovare le insidie: parti troppo sottili, venature e nodi nel marmo.
Immaginò le soluzioni possibili: posizioni e contrappesi della figura del guerriero.
Creò un David, diverso dai precedenti di Donatello e altri maestri, più simile a sé stesso che ad un fanciullo.

Ci mise poco più di due anni per realizzare la statua.

Michelangelo lavorava anche di notte.
Inventava tecniche nuove: per illuminare il marmo; per alternare l’uso del martello tra le due mani; per poter muoversi agevolmente su tutti i lati del monolite (alto due piani).

Questo significa essere ottimisti realisti.
E richiede molta più fatica dell’essere pessimisti.

Il piccolo e giovane David con il pessimismo non avrebbe sconfitto il grande e temuto Golia (non avrebbe cercato neanche la fionda).

Così mi sento nell’affrontare il nuovo anno: io David, il futuro Golia.
Un duello da giocare con tutto l’ottimismo realistico possibile.


Brunello Riserva – Biondi Santi

Il David non può che associarsi a un monumento dell’enologia toscana come quello della famiglia Biondi-Santi.

Clemente Santi ha dedicato la sua vita allo studio del Sangiovese per ottenere il suo capolavoro enologico.

Il Brunello Riserva, prodotto solamente nelle annate qualitativamente migliori, esprime tutta l’eccezionalità – intesa come straordinarietà, irripetibilità – di un vero fuoriclasse.

Vino longevo, pressoché eterno, come l’arte scultorea di Michelangelo.

>>> Cantina Biondi Santi